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Costruire una rete di agenzie per integrare verticalmente: la scelta è make or buy? |
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Scritto da Roberto Gentile
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Venerdì 17 Febbraio 2012 11:24 |
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Era il 2001, una vita (turistica) fa. Bruno Colombo era ancora saldamente alla testa del Ventaglio, che non macinava più la crescita a due cifre degli anni precedenti, ma era comunque il n. 2 del tour operating italiano. Il presidente, davanti alla presentazione di due consulenti, piena di grafici e tabelle, era alle prese con un dubbio amletico: `make or buy?». Make, ovvero costruire un network dal nulla, investire tempo e risorse e metterlo sotto il cappello Ventaglio? O buy, cioè comprarlo bello che fatto, a pezzi o tutto intero, magari alleandosi con qualche network già esistente? Per il make c’erano i consulenti, che i soldi sapevano dove trovarli e quindi come spartirsi la torta.
Per il buy era, tra i primi consultati, Frigerio Viaggi Network, all’epoca rete giovane ma condotta da agenti di viaggi fedeli al Ventaglio e disposti ad accompagnarlo in quella avventura. Chi vinse? Il make. Un anno dopo Ventaglio Retail era la nuova società di distribuzione del Gruppo, ormai lanciato sulla via dell’integrazione verticale.
Qual è la morale di questa storia? Primo, che creare una rete di agenzie costa una barca di soldi e fa perdere un sacco di tempo, soprattutto a coloro che l’agente di viaggi non l’hanno mai fatto. Secondo, che il vecchio detto «Ofelé fa el to mesté» vale anche - soprattutto - per gli agenti di viaggi. Quelli, almeno, che il loro mestiere lo san fare.
Il buy di Costa e MSC, il make di Uvet ITN e Robintur
Prima uno (in tempi molto più sereni di quelli attuali...), poi l’altro, ma i due colossi delle crociere sono arrivati alla medesima conclusione: per vendere bisogna conquistare il cliente finale e per arrivarci non c’è (ancora) Internet che tenga, qui da noi servono le agenzie. E se le sono comprate. Le reti, dico, perché le agenzie in gran parte sono e restano indipendenti.
Oggi Welcome, Bravo Net, HP, Bluvacanze e Cisalpina Tours, più qualche decina di reti collegate (network e centrali, quindi), fanno parte del paniere. Chi comanda è l’industria, chi esegue è la distribuzione: se le agenzie Bluvacanze non venderanno più Costa, la scelta non l’avranno fatta loro. Però a gestire le reti saranno (al momento, poi si vedrà...) agenti di viaggi “tosti”, che i gradi se li sono guadagnati sul campo. Gente come Luca Caraffini o Dante Colitta, più a proprio agio tra i colleghi nelle serate dei roadshow, che al (noioso) tavolo di un consiglio di amministrazione. Il make, però, resta appannaggio di chi l’agente di viaggi l’ha sempre fatto e vorrebbe continuare a farlo senza qualcuno che gli fiati sul collo, forte dei suoi dollari. Infatti Luca Patanè, che non ama farsi dire alcunché da nessuno, e la Coop idem (vedi la querelle con Caprotti di Esselunga) hanno deciso di stare da soli, mettendo insieme reti (Travel Co. per Uvet, Planetario e CTA per Robintur) e investendoci sopra soldi e persone. Qual è la morale di quest’altra storia? Che i soldi ce li può mettere chiunque (vedi Barclays prima e Investitori Associati, dopo, per Bluvacanze) , ma il pallino è meglio che resti in mano ai Caraffini e ai Patanè della situazione.
E se Alpitour finisce alla finanza...
Nel frattempo, però, Alpitour - che detiene il 50% di Welcome e ha condiviso col socio Costa l’acquisizione di Bravo Net e HP - è finita in mano a due fondi d’investimento, che il loro mestiere certo lo san fare, ma non è quello degli agenti di viaggi. Qual è la morale di quest’ultima storia? Troppo presto per dirlo. Ma il nostro auspicio è che, nelle dispense degli MBA che i finanzieri di grido frequentano ad Harvard, ci sia la traduzione in inglese di «Ofelé fa el to mesté»...
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Bravo Net e HP Vacanze Network vanno a Costa Crociere e Alpitour |
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Scritto da Roberto Gentile
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Lunedì 19 Dicembre 2011 16:18 |
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 Alpitour World e Costa Crociere acquisiscono il controllo di Bravo Net e HP (1.500 agenzie in tutta Italia, un miliardo di euro di transato nel 2011): l’operazione, che ha appena ricevuto l’OK dell’Antitrust, prevede l’acquisizione del 40% ciascuno di Geo SpA, la nuova holding di controllo nella quale Bravo Net e HP stanno per confluire. Il 20% delle quote rimane ai soci storici, mentre esce di scena la Exito di Guglielmo Isoardi, che cede – con una robusta plus valenza – le quote del 30% che deteneva nell’azionariato di Promo Net SpA (proprietaria di Bravo Net) e di HP Vacanze Network. Alla guida di Geo Luca Caraffini e Dante Colitta, che mantengono i ruoli rispettivamente di a.d. e direttore commerciale, che avevano nelle precedenti società; in posizioni di “peso” anche Mauro Cavallini, fondatore di Bravo Net, e Claudio Busca, fondatore di HP. Nel nuovo CdA sono previsti tre rappresentanti di Alpitour, tre di Costa e Caraffini, Colitta, Busca e Cavallini per i due network. Ad aprile 2011 Exor (proprietaria di Alpitour e Welcome) metteva a bilancio nella semestrale 12,2 milioni di euro, versati da Costa Crociere per acquistare il 50% di Welcome. propone alcune riflessioni sulle conseguenze di questa operazione. Costa Crociere crede nuovamente nelle agenzie di viaggi. Prima Welcome, ora Geo, significano un pacchetto di quasi 2.500 agenzie di viaggi indipendenti, distribuite in tutta Italia e potenzialmente sottratte alla concorrenza. Bella mossa per un operatore che solo 18 mesi fa puntava sulla disintermediazione. MSC risponde con Bluvacanze. Sono solo 700 agenzie in aip e il gruppo attende una ricapitalizzazione, ma l’ingresso di MSC nella distribuzione viene letto come una risposta del crocierista n.2 al crocierista n.1. Si formano le super-aggregazioni. Welcome Geo (2.500 agenzie), Bluvacanze e Cisalpina Tours (700) e Uvet ITN (900) fanno oltre 4.000 agenzie, ovvero una concentrazione come non si era mai vista in Italia. Le restanti 5.000 (o 6.000, o 7.000, chi lo sa?) agenzie da qualche parte devono andare, e reti come G40 o Travel Co., Marsupio o Robintur, che di agenzie ne annoverano centinaia, dovranno tracciare la strada alternativa. Perché Alpitour investe ancora nella distribuzione? Exor, la finanziaria guidata da John Elkann, vuole uscire dal turismo e Alpitour è da mesi oggetto delle attenzioni di fondi e società di revisioni. Se Alpitour impegna milioni in un’operazione del genere, viene da pensare che il futuro acquirente non si accontenti del maggiore tour operator italiano, dei suoi alberghi e della sua compagnia aerea, ma voglia anche il maggior pacchetto di agenzie disponibile. Acquirente che, grazie anche a questa acquisizione, potrebbe finalmente venir fuori.
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l’Unità combatte contro l’associazione in partecipazione |
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Scritto da Roberto Gentile
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Lunedì 19 Dicembre 2011 16:16 |
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 Da alcuni mesi l’Unità, il glorioso quotidiano fondato da Antonio Gramsci e organo del Partito Comunista Italiano (finché c’è stato), ha avviato una battaglia non contro un avversario politico, ma contro una formula contrattuale: l’associazione in partecipazione. E ci va giù dura, nel pezzo “Lo stipendio scende se il negozio va male” del 13.11.2011: “In un mondo in cui nessuno assume più a tempo indeterminato, le grandi catene di abbigliamento sono andate a ripescare una norma del codice civile, il contratto di associazione in partecipazione, solo per risparmiare sul costo del lavoro. Negli ultimi anni è un vero boom. L’aip non è un contratto subordinato, ma una formula con cui l’associato decide di partecipare agli utili e alle perdite dell’impresa. E il suo salario varia in base al successo dell’azienda. Ma si tratta solo di una copertura per l’ultima frontiera del precariato. Al punto che i sindacati Filcams e Nidil CGIL hanno lanciato la campagna “Dissòciati” e il sito www.dissociati.it con lo slogan “Associati in partecipazione per fare i commessi? Non fatevi prendere in giro”. Nei numerosi articoli che l’Unità ha dedicato al tema non si citano le agenzie di viaggi, ma sappiamo bene quanto questa formula sia diffusa anche nel nostro settore.
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AINeT temporeggia sulla firma dei contratti con Air France, KLM e Costa Crociere |
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Scritto da Roberto Gentile
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Lunedì 19 Dicembre 2011 16:15 |
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AINeT, l’associazione che riunisce 17 delle maggiori reti di agenzie italiane (vedi n. 28 del 24.2.2011), sta diventando un interlocutore sempre più importante dei fornitori, ovvero compagnie aeree e t.o. Dopo aver espresso parere positivo sulla firma del nuovo Contratto di Mandato sottoposto da Alitalia alle reti e alle agenzie di viaggi, ora il presidente Franco Gattinoni invita gli associati a prendere tempo: sia nei confronti di Air France e KLM, finché i mandati di AF e KLM (e in futuro anche Delta) non saranno modificati in linea con quello concordato con Alitalia, che in quelli di Costa Crociere, sul quale si sta lavorando, ma non è ancora ritenuto soddisfacente. L’unione fa la forza: da quanto se lo ripetono, gli agenti di viaggi?!
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Bluvacanze passa a MSC e Unicredit, Investitori Associati al 7,3% |
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Scritto da Roberto Gentile
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Lunedì 19 Dicembre 2011 16:14 |
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 Tanto tuonò che piovve. Se ne parlava da mesi, ora è ufficiale. Gianluigi Aponte conquista il controllo di Bluvacanze e si assicura l'appoggio di un socio forte come Unicredit. Al termine dell’operazione a Shipping Agencies Services S.A. (il veicolo societario scelto da Aponte) farà capo il 51% del capitale, mentre a Unicredit (l’istituto verso il quale BluHolding era più esposta) andrà il 41,7%, come conseguenza della conversione in equity di parte dei crediti verso Blu Holding e le sue controllate; il restante 7,3% rimane a Investitori Associati (dall’85% che deteneva). Scompare la vecchia capofila BluHolding, il CdA verrà rinominato e si attendono novità su a.d., presidente e consiglieri. Le agenzie Bluvacanze, Vivere&Viaggiare, Cisalpina Tours e il t.o. Going hanno realizzato nel 2010 un fatturato complessivo di 902 milioni di euro: il 64% sulle divisioni leisure e il 36% nel business travel. Il gruppo impegna 2.000 persone, conta circa 700 agenzie di viaggi e otto Business Travel Center.
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