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franco gattinonimacro aggregazioni x gattinoniIn occasione della Convention 2017 (Tanka Village Valtur, 19-21 maggio 2017) Franco Gattinoni, presidente dell’omonimo Gruppo, ha ribadito un concetto che gli è chiaro da anni:

Attualmente esistono 5 macro aggregazioni (Welcome /Geo, Bluvacanze, Uvet, Robintur e Gattinoni - ndr) che rappresentano 5.500 agenzie, contandone ognuna da 300 a 1500. Gattinoni Mondo di Vacanze è l’unico network indipendente, svincolato cioè da partecipazioni societarie da parte di tour operator o aziende collegate. Essere indipendenti comporta innanzitutto una completa libertà nel selezionare il prodotto: Gattinoni copre tutte le specificità tramite le linee DPack, Selected e Travel Experience. Le agenzie del network si muovono con logiche di distribuzione totalmente libere di vendere i migliori fornitori alle migliori condizioni, per poter generare il giusto guadagno”.

Posizione chiara, esattamente speculare a quella espressa da Luca Caraffini, a.d. Geo Travel Network.

 

romano gianpaoloEra ora! Se a dirlo è Gianpaolo Romano, fondatore e a.d. di CartOrange, ovvero colui che ha praticamente creato questa figura in Italia (nell’ormai remoto 1998, coi Consulenti per Viaggiare), allora le agenzie tradizionali, dopo aver superato la minaccia del web, supereranno anche quella del consulente di viaggi da casa. “Negli USA, patria degli home-based travel agent, chiunque può proporsi come organizzatore di viaggi, senza dipendere da un’agenzia tradizionale; da noi no” sottolinea al TTG on line “Inoltre, molti di loro lavorano quasi esclusivamente con le crociere, perché quello americano è un popolo di repeater e il business che garantisce è ampio, considerato il numero di crocieristi. In Italia, invece, quello dei consulenti di viaggi resterà un mercato di nicchia, prevalentemente per una clientela alto-spendente, e non si potrà mai sostituire al ruolo dell’agente tradizionale”. Ecco, esattamente quello che l’autore di questa newsletter afferma da tempo, non riuscendo più a star dietro a tutti i marchi che si sono buttati in questo business. Dagli storici Evolution Travel e Travelgood, ai Travel Planner di Frigerio Viaggi, agli Euphemia Personal Voyager di Lab Travel e ai consulenti di Robintur Travel Partner fino ai più recenti PTS Personal Travel Specialist di Uvet, PTA Personal Travel Agent di Musement e Bluplanner di Bluvacanze. Per finire ai consulenti professionisti di Open Space.

 

valeri-ariodante.jpgslide-alitalia2015.jpg“Vogliamo portare l’Italia nel mondo e il mondo in Italia” è il proclama di Silvano Cassano, a.d. Alitalia, in occasione della presentazione del collegamento intercontinentale diretto Milano Malpensa-Shanghai, avviato in concomitanza con l’apertura di EXPO 2015 (proprio Shanghai aveva ospitato l’edizione 2010 di EXPO). La partnership con Etihad Airways (che genera un network di 620 destinazioni, 720 aerei e 116 milioni di passeggeri) è segnata da molte novità, a cominciare dall’investimento milionario in nuove rotte e nuovi aeromobili, fino alla nuova livrea. “Vogliamo diventare un vettore premium  che rappresenti l’Italia nel mondo” sottolinea il Chief Commercial Officer Ariodante Valeri, fortemente voluto dall’a.d. Cassano, (con il quale aveva condiviso l’esperienza in Hertz, insieme anche a James Hogan, Presidente e CEO di Etihad Airways). “Stiamo ricevendo segnali positivi dalle vendite dei primi mesi del 2015 e continueremo con campagne aggressive, anche sul domestico. L’Italia è il nostro mercato e vogliamo riprendercelo, riguadagnando le quote perdute a favore dei competitor. Abbiamo elaborato una nuova  politica commerciale, definito una nuova struttura commerciale, fortemente legata al territorio, e organizzato una nuova forza vendite. Agenzie di viaggi e t.o. continueranno a essere il nostro principale canale di vendita: oggi rappresentano il 55/60% del  totale,  ma l’intenzione è quella di cambiare marcia con il trade. Una volta per tutte, e sul serio”. Lo split degli altri canali di vendita è costituito da circa il 9% proveniente da call center / biglietterie, dal 26% generato dal web; le OLTA vengono conteggiate a parte e rappresentano il 5%.

 

caraffini lucageo logoSaranno le tempie ormai imbiancate, sarà il fatto di chiudere - da anni - bilanci in nero, ma mai Luca Caraffini, al secondo mandato come a.d. di Geo Travel Network, aveva adottato un piglio così profetico, come quello usato alle convention di novembre 2016 della sua rete. “Quattro anni fa dicevamo che da 12.000 agenzie saremmo scesi a 8.000, e avevamo ragione. Nel giro di un paio d’anni le agenzie caleranno ancora a circa 6.500. È il numero giusto, se si guarda alle potenzialità del mercato e alle sue dimensioni geografiche, che ci permetterà, con i nostri 1.545 affiliati (di cui 1.183 Geo), di recitare un ruolo ancor più di primo piano, anche se non prevediamo ulteriori acquisizioni.Mentre le altre agenzie perdono il 10%, quelle di Geo chiudono il 2016 con + 4% di fatturato, nonostante la difficoltà di ottenere camere e voli su Grecia e Spagna, e il crollo di Egitto, Tunisia e Turchia. Al risultato hanno contributo il Mare Italia a + 20% e le crociere col + 7%; negativi invece le OLTA (- 12%) e villaggi e pacchetti (- 10%). Sono 500 i milioni di fatturato intermediato dalle nostre agenzie, con gli operatori a contratto, grazie anche all’operazione Win4all. Cinque anni fa (era dicembre 2011) abbiamo iniziato un percorso con Alpitour e Costa Crociere, che ci ha permesso di aggiungere prodotto qualificato al nostro portafoglio e di canalizzare vendite verso i nostri azionisti, per cui rappresentiamo uno dei migliori network, in termini di performance. Il sistema di filiera verticale avrà un'esplosione, anche se qualcuno vorrebbe frenare questo processo. Occhio, perché sono anni che faccio previsioni, e finora ci ho sempre preso...”.

 

angioni-martin.jpgmartin-angioni_hanno-rotto.jpgSono stati (quelli della Guardia di Finanza - ndr) tre anni in ufficio, hanno rotto i co... e non hanno trovato niente! Siamo in Lussemburgo, un Paese della Comunità Europea, saranno ca... della Comunità Europea!!. E giù un bel gesto dellombrello in diretta TV. Linguaggio e gestacci non sono quelli di un semplice cittadino assediato dal fisco, ma di Martin Angioni, presidente di Amazon Italia. martin-angioni_ombrello.jpgAnzi, EX presidente, perché quelle frasi gli sono costate il posto. Il colosso dell’eCommerce guidato da Jeff Bezos ha preso atto: “Non commentiamo le questioni personali. Certo, l’azienda non si riconosce nel tipo di interazione tra il suo manager e la stampa” e l’ha liquidato: “fired!”, dicono a Seattle, dove non hanno tempo da perdere (e sindacati). Martin Angioni, poco più che quarantenne, è figlio di una nobildonna tedesca e di Paolo Angioni, cagliaritano noto per aver vinto la medaglia d'oro nelle equitazioni alle Olimpiadi del '64 di Tokyo (quindi a casa parlano educatamente). Carriera di tutto rispetto: in Amazon Italia dal 2011, prima a.d. di Mondadori Electa, Vice President di JP Morgan e analista DVFA presso la Bankgesellschaft Berlin. Il 29 marzo 2015 un giornalista di Presa Diretta / Rai3 lo intervista, nel corso di un'inchiesta sul mondo dei grandi evasori e dei paradisi fiscali, e Angioni se n’è uscito con quanto sopra. Qui trovate lintera trasmissione, il fattaccio avviene al minuto 55:26. Inutile la replica dell'ormai ex dirigente, che lamenta siano stati trasmessi “unicamente alcuni fuori onda registrati di nascosto, senza che né il sottoscritto, né i due (due! - ndr) addetti alle relazioni esterne di Amazon ne fossero a conoscenza”. Lacrime da coccodrillo. Anche perché, pochi giorni dopo, il boss Jeff Bezos ha fatto un blitz nella sede cagliaritana di Amazon e si è guardato bene dal citare la faccenda (come racconta il Corriere). Tre brevi lezioni che possiamo trarre da questa (brutta) storia. Tra smartphone e tablet onnipresenti, qualsiasi cosa tu faccia o dica davanti a un obbiettivo diventa virale. E letale. Anche se sei il boss di unimpresa digitale, quindi smart e social, le parolacce non si dicono e i gestacci non si fanno. Se conti qualcosa e la società che rappresenti fa delletica un valore, dotati di un buon ufficio stampa. Uno basta, ma che sappia fare il suo mestiere.