bann blunet gen17 728 90

Chi è Roberto Gentile

rgentile-bn.jpg

R.GENTILE SCRIVE SU NETWORK NEWS

CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

burgio gabrieleinfografica alpitouragenzia via romaDa leggere assolutamente l’intervista rilasciata dal presidente e a.d. Alpitour Gabriele Burgio La Stampa di Torino, il 3 luglio 2017. I festeggiamenti per il 70^ anno del t.o. “leader delle vacanze”, il raddoppio del fatturato in cinque anni, il milione e trecentomila passeggeri trasportati da Neos, la fondazione di Alpitour France, le destinazioni del futuro come Albania e Vietnam, l’incoming coi sempre più numerosi turisti cinesi e il ritorno di quelli russi: insomma, un’intervista di ampio respiro, con tanto di infografica “L’azienda in cifre” (ricavi, Ebitda, dipendenti, numero aerei Neos e alberghi VOIhotels). Non manca qualcosa? Beh, nessuna citazione per Welcome Travel e Geo Travel Network (leggi qui l’editoriale del CEO Luca Caraffini), nessun accenno alla distribuzione, ovvero a chi vende i pacchetti Alpitour, i voli Neos e le stanze dei VOIhotels. Strano, per un’impresa che - esattamente 70 anni fa - nasceva come “Agenzia Alpi” di Lorenzo Isoardi, sotto i portici di via Roma, a Cuneo.

 

schiavuta vairoÈ Manuel Schiavuta, direttore vendite Italia di Valtur, a sancire la fine di Star Travel Network: “Star apparteneva al vecchio corso, ha cessato l’attività a fine 2016, le agenzie affiliate sono libere da ogni vincolo dal 2 gennaio di quest’anno”. Uscita di scena in sordina per il network nato ai tempi della Valtur di Franjo Ljuljdjuraj, guidato da Giorgio Lotti, ora in Futura Vacanze, e del quale esattamente un anno fa ci parlava Diego Borrelliora in Bluvacanze. “Star Travel Network? È lì, non abbiamo ancora deciso cosa farne” dichiarava al TTG Carlo Gagliardi, presidente Valtur, a ottobre 2016, ma si era capito che alla “nuova” Valtur il network in-house non interessava. “In passato Valtur era molto legata a CRAL e associazioni, meno alle agenzie” spiega Schiavuta “Ora vogliamo rimettere al centro il rapporto con network e agenzie indipendenti”. E lo fa in BIT 2017, in occasione della presentazione dei partner di TrustForce di Gian Paolo Vairo (a destra, nella foto). É alla forza vendite della nuova società di distribuzione pluri-brand che Valtur affida la commercializzazione in alcune aree della penisola, non presidiate direttamente. Un nuovo corso, sotto molti aspetti.

 

zilio iemmoloSe c’è un imprenditore che non è stato con le mani in mano, nei primi mesi del 2017, è Ivano Zilio, iperattivo presidente di Primarete Network. A marzo 2017 Primarete Srl ha acquisito il 45% delle quote azionarie di Travelbuy Italia Srl, la rete fondata nel 2008 da Alfredo Vassalluzzo, sede a Marino (Roma) e un’ottantina di agenzie in aip e franchising: Zilio e Vassalluzzo si sono conosciuti in occasione del contemporaneo ingresso in Blunet, a maggio 2016. Ad aprile Zilio ha festeggiato i 25 anni di attività nel settore (inclusi i precedenti alla fondazione di Primarete, avvenuta solo nel 2004) con la PrimaVera Convention a Montesilvano, della quale l’agenzia di viaggi magazine riporta una gustosa cronaca. Ancora ad aprile viene annunciata la partnership commerciale (nessuna acquisizione di quote, stavolta) con Aria Network di Aria Srls, rete fondata nel 2015, sede a Pozzallo (RG) e guidata dall’amministratore unico Francesco Iemmolo (a sinistra nella foto), che propone “alle ADV affiliate l’attivazione GRATUITA dell'account agenzia nel software gestionale denominato Aria” e dichiara un centinaio di agenzie affiliate, gratuitamente, appunto. Secondo Zilio, la somma di Primarete, Travelbuy e Aria Network genera 300 agenzie affiliate. Tutte e tre fanno parte del progetto Blunet.

 

gattinoni barroero qLa notizia risale a marzo 2017 e ha avuto, come sempre quando il Gruppo guidato da Franco Gattinoni fa qualcosa, ottima copertura mediatica. Riassumendo, Gattinoni Mondo di Vacanze Srl ha rilevato il 30% delle quote di Lab Travel Srl, la società con sede a Cuneo fondata e guidata da Ezio Barroero (in foto a sinistra), che dal 2009 controlla Euphemia Personal Voyager, la rete di consulenti di viaggi indipendenti fondata dall’emiliano Michele Zucchi. Perché Gattinoni, ormai non lontano dal traguardo delle 1.000 agenzie ha deciso - solo ora - di investire in un settore nel quale la concorrenza (vedi i PTS di Uvet) è attiva già da tempo? Per tre motivi. Primo, l’esperienza, come dichiara lo stesso Franco Gattinoni: “Non abbiamo mai voluto formare consulenti di viaggi ‘in casa’, perché convinti che ci voglia un know-how specifico. Euphemia è il progetto più valido tra quelli presenti sul mercato, con grandi professionisti”. Vero, visto che i consulenti Euphemia anni di esperienza ne hanno non meno di 10/15, alcuni più di 25. Secondo, i numeri. Nel 2016 i personal voyager di Euphemia han generato 25 milioni di euro di vendite, ma la metà di loro (una trentina) ne ha prodotto il 75%, con una media di 600.000 euro a testa (in linea con quanto un buon banconista produce in agenzia). Terzo, le sinergie. Gli attuali 78 consulenti Euphemia risiedono essenzialmente nel nord Italia, da Firenze in su, dove si trova gran parte delle 32 agenzie di proprietà Gattinoni. Consulenti e agenzie lavoreranno insieme sul consumatore finale, senza discutere, perché fanno capo a una proprietà in comune . I network che cercano di far andare d’accordo consulenti di viaggi e agenzie indipendenti, è noto, qualche problema in più ce l’hanno.

 

luca patane mario rociLa notizia è che Settemari, il t.o. torinese che deve parte delle sue fortune al Mar Rosso (e dunque drammaticamente colpito dalla crisi egiziana), è stato acquisito al 100% dal Gruppo Uvet. “Non c'è uno scambio di carta: Uvet compra Settemari e per farlo utilizza linee di credito proprie e debito bancario” dichiara il presidente Luca Patanè, che glissa sul valore dell’operazione. Finisce dopo 35 anni l’avventura imprenditoriale del fondatore Mario Roci, uomo solo al comando, che non a caso cede la propria azienda a un Gruppo, testuale, che “ha un leader chiaro, senza tanti soci”. Al generale plauso che l’operazione ha suscitato (sia per il salvataggio di un t.o. storico, che per l’integrazione verticale - ma stavolta guidata dalla distribuzione - che Uvet mette a segno), l’autore di questa newsletter esprime qualche sommesso dubbio. Quattro, per l’esattezza. Primo, citando un t.o. che sta andando bene, Quality Group di Torino, il titolare Michele Serra evidenzia: “In realtà, c’era già stato un caso simile con Going/Bluvacanze. Certo, Settemari è un’azienda molto più strutturata e quindi questa è una storia tutta da scrivere”. Sarà, ma passare dalla distribuzione alla produzione è sempre un’incognita. Secondo, da qualche anno Uvet è impegnata su svariati fronti, non tutti coerenti col core-business, vedi l’operazione incoming dalla Cina con il fondo Zhong Xin Investment, che Patanè racconta così: “I nostri cinesi sembrano un po' come quelli del Milan: hanno pagato un acconto e poi sono spariti. Noi abbiamo profuso un’energia pazzesca nella joint venture, ma il progetto langue e sull’Ebitda 2016 c’è un segno meno”. Mettere troppa carne al fuoco non sempre funziona. Terzo, se a comprare un t.o. è un altro t.o. (vedi i casi Press Tours e Swan Tour di Alpitour, e Hotelplan / Turisanda di Eden) nessuno si lamenta. Ma se ad acquisire il t.o. è un network, allora le agenzie affiliate - soprattutto se indipendenti - qualche riserva potrebbero nutrirla. Vedasi con quanta cautela Gattinoni sta mettendo in piedi il prodotto in-house, senza praticamente dargli neanche un nome. Infine, è da qualche anno che Uvet si occupa di prodotto col marchio UvetGO, nel quale han lavorato manager esperti come Enzo Carella e Stefano Colombo: la collocazione del tour operating (e quindi presumibilmente di Settemari) nella nuova Direzione Leisure, area dal 2016 presidiata da Piergiulio Donzelli ed Ezio Birondi (che peraltro nelle foto celebrative dell’accordo non ci sono...) induce a pensare che finora non siano state rose e fiori.