
Gabriele Burgio, toscano, classe 1954, da aprile 2012 presidente e a.d. di Alpitour dopo 14 anni alla guida di NH Hoteles, ha le idee chiare e le illustra in una intervista a La Stampa di Torino. Denuncia le mancanze dell’Italia: “Pochi voli e treni ancora lenti. Anche i taxi non sono adeguati. Senza parlare poi dell’attività di promozione all’estero del marchio Italia”. Parla di Alpitour: “Abbiamo rivoluzionato la nostra proposta lanciando per la prima volta la vacanza breve, di tre o quattro giorni. Partiremo a giugno con mete come l’Egitto”. Ribadisce l’interesse per l’incoming: “Ci dedicheremo di più ai viaggi dei turisti stranieri che vogliono vedere l’Italia. In Spagna, Egitto, Tunisia, Marocco già lo stiamo facendo”. Porge una mano agli hotel indipendenti: “Vorremmo diventare una sorta di punto di riferimento per aiutare a svoltare le realtà più piccole, magari in difficoltà. L’esperienza e le competenze non ci mancano”. Bei progetti, ma neanche un accenno alla distribuzione, che pure nel perimetro Alpitour gioca un bel ruolo (50% delle quote di Welcome Group, la maggioranza di Geo Spa ovvero Bravo Net e HP Vacanze, in totale 2.500 agenzie). Delle due l’una: Burgio si fida ciecamente dei suoi manager (Vairo, Caraffini, Colitta) e del partner Costa Crociere, oppure non considera le agenzie una priorità. Tifiamo per la prima ipotesi.