Chi è Roberto Gentile

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L’EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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CHI VA E CHI VIENE

IL NETWORK DEL MESE

L’AGENZIA DEL MESE

isabella-candelori-new.jpgIl panorama distributivo sta vivendo oggi una rapida evoluzione: una prima fase è stata caratterizzata (soprattutto nel Nord Italia, per quanto riguarda Valtur) dal fenomeno della concentrazione di agenzie in gruppi d’acquisto e network di varia entità. Chi ha scelto di rimanere indipendente è consapevole della propria unicità, del proprio back-ground, del proprio spirito d’impresa, elementi che gli consentono di mantenere un posizionamento forte, e dunque alti margini, nonostante le difficoltà in cui versa non solo il turismo ma l’economia italiana. Forse anche a causa di tale contesto, alla fase di concentrazione segue oggi quella dell’aggregazione tra network: operazioni di natura non più solo commerciale, ma finanziaria, generate dall’esigenza di ottenere un maggior peso contrattuale nei confronti dei t.o. e dalla volontà di stabilire sinergie e compensazioni dal punto di vista delle proprie competenze e della propria offerta di prodotto. Ad aprire la strada sono stati i network Bluvacanze e Cisalpina Tours, cui sono seguiti BravoNet e G40, BuonViaggio e Travel Co. Vedremo domani chi, con propositività e spirito di innovazione, seguirà tale esempio.

Isabella Candelori, Responsabile Vendite Valtur

 

 

Oggi questo spazio è a cura dell’autore di networkn-loghetto.gif , Roberto Gentile. “Partendo dal presupposto che i network operativi in Italia siano un centinaio e che le agenzie indipendenti siano meno della metà delle 10.000 agenzie di viaggi, anziché prendere in considerazione i “soliti” dati statistici (numero di agenzie o volume d’affari), ho classificato le reti in 5 tipologie identificate dallo “stile di gestione":

  1. Duri e puri: sono le reti che hanno sostanzialmente mantenuto medesima proprietà, management e mission dalla loro fondazione a oggi. Bluvacanze, Frigerio Viaggi Network, Happytour e Gattinoni gli esempi più eclatanti.

  2. Prendi i soldi e (forse) scappa: dal 1990 a oggi oltre 35 reti sono apparse sul mercato, hanno operato per breve o lungo tempo e oggi sono uscite dallo scenario; alcune per motivi di business, altre perché il loro progetto non aveva alcun fondamento, se non “fare cassa” con le fee d’ingresso versate dai potenziali affiliati. Un nome tra tutti, quello della romana Money & Holidays, desaparecida ormai da qualche stagione.

  3. "Ich spreche Deutsch!": sono le reti a forte connotazione regionale o provinciale, con grande radicamento sul territorio e presidio assoluto della nicchia di mercato. Tra tutte, l’Alpina Tourdolomit di Bolzano è l’esempio più marcato, grazie anche al fatto di essere l’unico network italiano con un sito solo in lingua tedesca.

  4. Aggiungi un posto a tavola: è la tipologia più diffusa, corrispondente al classico gruppo d’acquisto, si caratterizza per la volontà di crescere essenzialmente in termini numerici, contando sul fatto che sia la quantità di agenzie ad aumentare le capacità negoziali con i fornitori. A questo gruppo appartengono Buon Viaggio Network, il primo network veramente organizzato nato in Italia, e BravoNet, che ha raggiunto risultati eccezionali in pochissimi anni di attività.

  5. Go vertical: può integrare verticalmente solo chi ha alle spalle un progetto industriale, quindi è più facile che siano i t.o. a integrare la filiera a valle, piuttosto che le agenzie di viaggi a monte. Ecco perché gli appartenenti a questa categoria sono Alpitour con Welcome Travel, Ventaglio con le VentaPoint e le Agenzie 360, Eurotravel con Travelshop; fino a qualche mese fa c’era anche Teorema Tour con le Color’s World, oggi integrate nel progetto Bluvacanze/Cisalpina Tours.

V isti gli stili di gestione dei network, nel prossimo numero di networkn-loghetto.gif l’autore presenterà i 10 più comuni motivi per i quali un’agenzia indipendente può continuare a restare tale, ignorando l’aggregazione.

 

luigi_porro.jpgCapita spesso, di questi tempi, di essere coinvolti in discussioni che cercano di comprendere quali siano i motivi alla base della sostanziale stagnazione dei consumi turistici di filiera e di conseguenza quali le possibili cure per ritrovare lo slancio e la crescita dei tempi migliori. È vero, l’economia generale (italiana ma anche europea) e il nostro settore nello specifico, dal 2001 non stanno più garantendo le soddisfazioni diffuse degli anni ‘90, ma non ci sfugga l’esistenza di aziende che anche in questi anni non facili riescono a distinguersi per risultati brillanti e crescite strabilianti. Cosa accomuna queste imprese? La capacità di innovare, sperimentare, mettersi in gioco! Le aziende italiane negli anni ‘60 (ed i tour operator negli anni ‘80) avevano grande capacità innovativa e in un mercato che cresceva sapevano proporre nuovi prodotti, nuove mete, nuove formule. Oggi che questa capacità è diventata ancora più importante, assistiamo con più difficoltà a qualcuno che innova radicalmente, che si mette in discussione. Forse le motivazioni sono meno forti di un tempo (abbiamo tutti da perdere ad abbandonare la vecchia strada…), ma di sicuro dobbiamo saper ritrovare la strada dell’innovazione se vogliamo essere protagonisti anche domani.

Luigi Porro, amm.re delegato Ventaglio Retail Srl

 

maderna.jpgInternet ha modificato profondamente l’ “essere” agenti di viaggio. Abbiamo l'agente tradizionale, che sa fare tutto perchè conosce tutto; l'agente improvvisato, che in quindici giorni ha cambiato insegna, da reggiseni e mutandine a viaggi e vacanze; l'agente produttore, che va casa per casa (o telefono per telefono) a caccia di clienti; l'agente “on line”, che vende da casa (o ufficio) dietro un monitor; l'agente stile “cassiera supermercato”; l'agente… che non è, perché abusivo. Poi abbiamo i network: il “gruppo d'acquisto” che riunisce le agenzie “tradizionali” e quello che raduna le agenzie che in quindici giorni cambiano insegna (grazie al loro aiuto e alle “compartecipazioni”); la rete che recupera i nuovi che “non ci sono riusciti” e quell’altra che raggruppa i commessi viaggiatori; i network virtuali che “affittano” il sito ormai affermato (Expedia, Opodo ecc.) e quelli che, purtroppo, prestano il marchio agli abusivi per un tozzo di pane. Evoluzione o involuzione, quindi? Credo che gli agenti “tradizionali” abbiano fatto il loro tempo, perché la moneta cattiva scaccia quella buona e lo sconto fa cambiare agenzia anche al cliente più affezionato. Ma un network serio non può fare a meno di agenti di viaggio professionali. Esperienza, tecnologia e human-touch: chi ne dispone vincerà, agente o network. O tutti e due.

Luigi Maderna, presidente Fiavet Lombardia

 

 

auteri.jpgAndiamo tutti di fretta. Questa ormai è una certezza assodata. É ancora inverno e tutti, nel settore, abbiamo già in mente l'estate. Nuovi cataloghi, nuove promozioni, nuove destinazioni, nuove idee. É giusto. Una buona pianificazione permette di correre verso obiettivi organizzati con maggior lucidità. E noi, ognuno per le proprie competenze, che lavoriamo nel “networking”, lo sappiamo bene. Sono giunto ormai a una simpatica conclusione. Fare “networking” vuol dire lavorare di più. Tempo fa, avevo dato un titolo ad una nostra convention che suonava così: “More Net... More Work!” Lo condividete, vero?! É cosi e ci piace. Fare “networking" permette una visione privilegiata sullo sviluppo dei comportamenti di acquisto dei clienti e sulle mutanti evoluzioni degli agenti di viaggi. Un punto di vista importante che ci induce a intraprendere quotidianamente azioni e pronte soluzioni. É da questa finestra che abbiamo visto nascere e svilupparsi nuovi modelli distributivi, abbiamo visto nascere alleanze e fantasiose aggregazioni. La nuova stagione estiva che arriva sarà l'ennesima “prova del fuoco” per tutte le nostre architetture. Resisteranno allo tsunami economico e politico che affligge la bella Italia? Io credo di si. Buon lavoro a tutti!

Glauco Auteri, Resp. Progetto Partners Alpitour World