Ma Lei che lavoro fa? “Viaggi fighi per gente figa, punto”
Questa è esattamente la sensazione che ho avuto quando, sul palco del TTG 2022 di Rimini, ho domandato al mio primo ospite: “Ci spiega cos’è SiVola.it?”. Riposta secca: “Viaggi fighi per gente figa”. Punto. Io, freddato, ho pensato: “Ora questo scende e ci molla tutti come scemi”. Nicolò Balini è un genio, nel suo campo, e ora vi spiego perché. Lui si presenta così: “Sono Nicolò Balini, fotografo e videomaker bergamasco di 28 anni, viaggiatore da sempre. Ho aperto il mio canale Human Safari nel 2012 e sono diventato negli anni un punto di riferimento per il settore travel di YouTube Italia”. Un milione di iscritti su YouTube, altrettanti follower su Instagram, Facebook e Twitter presidiati (ma si capisce che non gli piacciono). Nel 2019 lui e altri quattro travel blogger (ma oggi preferiscono definirsi “content creator”) fondano SiVola.it, “il primo tour operator formato da un team di professionisti seguiti sui social da milioni di persone, che organizzano viaggi di gruppo sulla base dell’avventura, della propria esperienza personale e dalla diversità del loro punto di vista”. Diversità, ricordate questo concetto. Al TTG hanno presentato una joint-venture con Volonline di Luigi Deli e Luca Adami (che fornisce loro voli e hotel), allo scopo di vendere in agenzia, col brand Teorema Vacanze, i viaggi di gruppo SiVola.it. Coraggiosi. Nicolò non è un semplice YouTuber, uno che fa video in giro per il mondo (spesso su committenza) e li posta sui social. Human Safari è un “maître à penser”, ovvero uno che “per la sua opera e il suo esempio, rappresenta un significativo punto di riferimento per un gruppo, una società, una generazione”. Mi concedo un paragone azzardato: Nicolò sta ai suoi follower come Zerocalcare sta ai Millennials: entrambi rappresentano i valori, le aspettative, i bisogni della propria community. “Sono” la propria community. Per capirlo, basta un solo video: “Ovunque vado mangio PIZZA - food tour americano”, che - 48 ore dopo essere stato postato - ha ottenuto 220.000 visualizzazioni, 15.000 like, oltre 350 commenti (a diversi dei quali Nicolò risponde). Attraverso Massachusetts, New England, Rhode Island, Connecticut e infine New York City, con la pizza (!) come fil rouge, Nicolò racconta l’America. A modo (molto) suo. A Whitman, Mass. mostra l’insegna del ristorante che ha inventato il “chocolate chip cookie”, ovvero il biscotto con le gocce di cioccolato. A Plymouth, Mass. descrive la roccia sulla quale, nel 1620, approdarono i Padri Pellegrini della Mayflower, provenienti dalla Gran Bretagna. Attraversando il 42esimo parallelo ricorda che esso transita anche dall’Italia, precisamente da Termoli. Nel Rhode Island ricorda che è lo stato in cui si trova Quahog, immaginaria cittadina dove vivono i personaggi della serie televisiva “The Griffin” trasmessa sulla Fox. A Mistyc, Conn. va a mangiare da Mystic Pizza e ricorda che lì è stato girato un film con Julia Roberts. A Noak, Conn. prova il “clam chowder” (zuppa di vongole) coi gamberetti (“costosetti, per essere così pochi” nota). Ad Hammonasset Beach fa il bagno al tramonto, nell’oceano, e si rallegra di non aver dovuto pagare il parcheggio. Dopo un giro al supermercato per mostrare i prodotti più insoliti (il latte di capra in polvere) e il “cibo spazzatura di primissima qualità” da Shake Shak, restituisce l’auto a noleggio “Ci hanno mezzo truffato, Thrifty mai più!”. “A fine luglio a New York si sguarascia di caldo” è l’esordio nella Grande Mela, seguito dal Quartier Generale dei Ghostbusters “che spettacolo!”. Dopo la visita al Memoriale dell’11 settembre, a Manhattan, pausa pranzo con street food (“bao” panino cinese cotto al vapore e “churros” per 36 dollari in totale “buoni ma cari”), quindi visita del Museo dei nativi americani (apprezzato il fatto che sia “free admission”). Poi Kat’z Delicatessen: “Diventato famoso per Harry ti presento Sally (la scena di culto dell’orgasmo simulato - ndr), è una mezza trappola per turisti, però raga il panino è troppo buono, quindi non fatevelo scappare!”. Il tour finisce con la visita al negozio di Amazon Go, il tramonto su The Summit e l’addio a Times Square “Ogni volta che passo di qui mi sembra la scena di Capitan American che si ritrova nel futuro!”. Human Safari in tre mosse: - svariate citazioni, tra storia e cinema, musica e ovviamente food: comprensibili solo a chi ha gusti, età, vissuto di Nicolò - il tour è replicabile prenotando su SiVola.it "New York Cinema Tour" da CiakClub “La prima community italiana a parlare di cinema sui social, oggi pronta a portarvi in giro per il mondo per i vostri viaggi di gruppo a tema cinema” - recensione (N.B. certificata da Trustpilot) di Ilaria T. “Ma cosa ti dobbiamo dire Nik??? GRAZIE di esistere! Ogni storia ogni video è speciale...ricco di sapienza e x niente commerciale....tutto naturale grazie sei uno spettacolo favoloso supersonico....ci fai conoscere posti assurdi, non sono davvero i soliti viaggi dei tuoi colleghi e pensa che c'è qualcuno che si gasa x vedere x l’ennesima volta la solita storia New York e le solite cose commerciali ...anche new York tu la fai sembrare un’altra città sei nato x questo GRAZIE Nicolò” (seguono sei cuoricini - ndr). Ricordate la diversità di cui sopra? E capite perché Nicolò Balini è un genio? Ora provate ad andare a New York con una guida del Touring.
“Il metaverso è solo spazzatura” dixit Tony Faddel
Su LogIn del Corriere della Sera: “Il metaverso è puro marketing (e alza in contemporanea il dito medio di entrambe le mani, ndr) e nessuno sa ancora esattamente cosa sia. Abbiamo tecnologie straordinarie in grado di risolvere problemi delle persone e dispositivi che consentono di creare cose che non esistono. Con la gravity sketch per esempio possiamo creare in 3D in ambienti 2D. Mi vedete a giocare in rete e inscenare i panni di un avatar? Il metaverso è solo spazzatura. Non ci si può relazionare con le persone solo tramite uno schermo, perché diventano relazioni tossiche. Quando non ci si relaziona fisicamente, si tende a dire cose che in una situazione reale non si direbbero mai. Così come Second Life prima e i social network adesso, creano conflittualità e discordia, lo stesso accadrà in modo amplificato con il metaverso. Provocherà solo problemi. Le menti andrebbero coinvolte non per fare cose stupide, come Facebook. L'intelligenza delle persone andrebbe applicata per risolvere i problemi reali”. Su Wired USA: "I think the metaverse is wrong. Yes, there are incredible uses for AR, VR, and XR—if they’re focused on a certain task. But in the virtual world, the meta world, whatever you want to call it, I can't look into your eyes, I can't see your face, to build trust and a real personal connection. There’s no dancing in the virtual world when people don't even have bodies. When I'm actually with someone, my hair stands up on the back of my neck, because my body has a sensor for that. But there's another reason I say fuck the metaverse. We have scarce brains, scarce resources, and very scarce time to fix the climate crisis. In 2008, when we had the Green Revolution, there was a lot of environmental activity in the world of startups. But social mobile stole all the brains and the talent away from the green problem. Now the climate crisis is worse than ever. And all those smart brains and all that money is devoted to solving a problem we don't have versus solving a problem we do. That's utterly wrong". Se volete leggere un’altra campana, clicca qui per leggere l’intervista del TTG a Massimiliano Nicolini.
Luca Patanè sull’ingresso della terza generazione in Uvet
Il ministro Garavaglia sul Pil del turismo: “Dal 13 al 20% con un minimo di organizzazione”
Per Beppe Severgnini le agenzie di viaggi spariranno (un altro!)
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